Roma, 24 aprile 2021
Prot. 74/18/547 Margherita di Citta di Castello

Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato,
ma il Signore mi ha raccolto
(Salmo 27,10)

A tutti i provinciali e vice provinciali,
A tutti i membri della Famiglia Domenicana

Cari fratelli e sorelle,

In rendimento di grazie a Dio, Datore di ogni bene, sono lieto di annunciare l’imminente canonizzazione (canonizzazione equipollente) della nostra sorella, la beata MARGHERITA DI CITTÀ DI CASTELLO (denominata anche Margherita della Metola) 1287-1320.

La storia della vita dell’ultima canonizzata della Famiglia Domenicana è allo stesso tempo straziante e commovente: nacque cieca, aveva la spina dorsale deforme, un braccio malformato, una gamba più corta dell’altra, tenuta nascosta, lontana da sguardi indiscreti per tutta la sua infanzia, in seguito venne abbandonata dai suoi genitori a Città di Castello.  Venne adottata da una famiglia devota e amorevole e divenne una terziaria domenicana (mantellata). Sebbene essa stessa bisognosa di opere di misericordia corporali a causa delle sue condizioni fisiche, la Beata Margherita divenne operatrice di carità e di soccorso verso il prossimo: curava i malati, consolava i morenti, visitava i carcerati, insegnava ai bambini a pregare. Era come quella povera vedova della parabola che donava generosamente anche se non aveva quasi nulla (Luca 21, 1-4). Fu una donna di grande spiritualità e vita mistica. Ebbe una tenerissima devozione per la Santa Famiglia di Nazareth e per questo è spesso raffigurata in preghiera davanti al Presepio. La Beata Margherita era cieca, ma vedeva la bontà nelle persone; era zoppa e claudicante, ma camminava con grazia, perché sapeva di camminare umilmente alla presenza di Dio. La Beata Margherita amava con un cuore magnanimo anche se da bambina non era stata amata. Potremmo definirla una “guaritrice ferita”, una umile donna, colpita dalla disabilità in varie forme, che permetteva a tutte le persone che incontrava di diventare migliori; una rifiutata che accoglieva tutti i respinti e gli scartati: era, davvero, una bella e autentica  immaginedell’amore trasformante di Dio.

La fama di santità e la venerazione della Beata Margherita come santa donna del Signore rimasero confinate all’interno del territorio dell’Italia centrale e dell’Ordine Domenicano fino al XIX secolo. Successivamente, grazie ai membri della famiglia domenicana, che promossero e diffusero il suo esempio di santità, venne conosciuta e venerata anche in altri Paesi, in modo particolare e intenso negli Stati Uniti d’America e nelle Filippine.

Su richiesta dell’Ordine, di fedeli laici, di religiosi e religiose di tutto il mondo, di cardinali e vescovi, Papa Francesco ha concesso la canonizzazione equipollente della Beata Margherita il 24 aprile 2021. Sono grato a fr. Gianni Festa, O.P., Postulatore dell’Ordine che, portando alla conclusione un iter iniziato ai tempi del suo predecessore fr. Innocenzo Venchi, O.P., ha lavorato con grande dedizione e diligenza per l’elevazione alla santità riconosciuta della nostra bella e benedetta Margherita.

Qualcuno di voi potrebbe chiedersi: abbiamo già così tanti santi, e il nostro calendario liturgico è quasi pieno di feste e di commemorazioni, perché continuiamo a promuovere cause di santità? Lo facciamo perché, come fr. Gianni non si stanca di ricordarci: “la santità di questi fratelli e sorelle è uno dei più importanti segni visibili della vitalità e dell’attualità dell’Ordine!” La canonizzazione di Margherita di Città di Castello rappresenta per tutti noi una rinnovata conferma che la vita domenicana, in tutta la sua pienezza e ricchezza, è veramente un cammino di santità.

Pertanto, chiedo ai Priori Provinciali e ai Superiori della Famiglia Domenicana di far circolare questa lettera, insieme alla breve biografia della nuova santa che l’accompagna, nelle vostre rispettive comunità, specialmente nelle case di formazione. In particolare, vi incoraggio a unirvi a noi nella preghiera il giorno in cui a Città di Castello, avrà luogo l’iscrizione della Beata Margherita nell’albo dei Santi durante la celebrazione eucaristica, presieduta dal Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e concelebrata dal sottoscritto e dai vescovi dell’Umbria.

Che Santa Margherita di Città di Castello interceda presso il Signore per tutta la Famiglia Domenicana.

fr. Gerard Francisco Timoner III, O.P.
Maestro dell’Ordine